MYSTERY IN MUSIC: ROBERT JOHNSON

Robert Johnson è considerato uno dei musicisti più influenti del ventesimo secolo e, dietro al suo successo e alla sua morte, si nascondono misteri e leggende.

LE ORIGINI

Robert Leroy Johnson nasce l’8 maggio 1911 a Hazlehurst, una piccola città nello Stato del Mississippi.

È il frutto di una relazione extraconiugale avuta dalla madre Julia Dodds con Noah Johnson, dopo che il marito Charles Dodds l’aveva abbandonata, c’è chi dice per fuggire con un’altra donna e chi per fuggire da una vendetta personale.

Durante la sua infanzia girovaga per il Mississippi. Cresce vedendo e vivendo la schiavitù, la violenza e il razzismo. Decide fin da giovanissimo che non vuole passare la sua vita a lavorare nei campi e di volersi guadagnare da vivere suonando.

A diciotto anni sposa l’adolescente Virginia Travis e, per far felice la giovane moglie, accantona la musica per lavorare in una piantagione. La nuova vita di Robert non dura a lungo. Virginia muore durante il parto e, il nascituro, perisce subito dopo essere venuto al mondo.

A quel punto, non avendo più nulla da perdere, Robert inizia a vagabondare per lo Stato, deciso più che mai a diventare un musicista.

Durante il suo pellegrinare sente suonare il chitarrista blues Son House e lo prende come fonte d’ispirazione. Inizia a seguirlo e, durante le pause nei concerti, afferra la chitarra e prova a strimpellare qualcosa. Il pubblico non gradisce il modo di suonare di Robert e in più di un’occasione chiedono a Son House di cacciarlo dal palco.

Poi, da un momento all’altro, Robert scompare.

LA LEGGENDA PRENDE VITA

In una notte dei primi anni ’30 Robert Johnson ricompare in un Juke Joint in cui si stavano esibendo Son House e Willie Brown, afferra la chitarra e lascia tutti i presenti stupefatti. Nel giro di un anno il ragazzo passa dal faticare a prendere una nota a suonare in modo a dir poco perfetto.

Robert inizia ad esibirsi in giro per il Paese e la gente inizia a parlare delle nuove abilità acquisite dal chitarrista, capace ora di ripetere melodie appena ascoltate e di saper suonare qualsiasi genere gli venisse richiesto dal pubblico.

Presto iniziò a circolare la voce che il chitarrista avesse venduto l’anima al diavolo.

Secondo l’Hoodoo, una forma di magia popolare sviluppatasi tra la popolazione afroamericana del Sud degli Stati Uniti, Robert era andato al “Crocevia”, che era considerato il punto ideale dove svolgere gli incantesimi, e aveva venduto la sua anima in cambio dell’abilità nel suonare la chitarra.

Nella realtà, invece, si racconta che Robert fosse tornato a Hazlehurst e che abbia ricevuto lezioni di chitarra da Ike Zimmerman. I due, per non disturbare e non essere disturbati, erano soliti suonare nel cimitero. La gente dell’epoca considerava il blues la musica del demonio, per cui la credenza vuole che suonassero nel campo santo perché gli spiriti li aiutassero a imparare quel genere.

Robert fece poco o nulla per allontanare queste credenze ma, anzi, spesso nei testi delle sue canzoni citava il suo incontro con Satana, come in Crossroad e Me and The Devil, oppure i rituali Hoodoo.

UNA FINE NEL MISTERO

Robert inizia ad esibirsi sia nel sud che nel nord dell’America e, tra il 1936 e il 1937, registra 29 tracce. Quei brani sono il suo lascito, che ascoltiamo ancora oggi e che hanno influenzato grandi artisti come Brian Jones, Keith Richards, Eric Clapton e Bob Dylan.

Nel 1938 il diavolo decide che è giunto il tempo di riscattare il suo debito con il musicista.

All’età di 27 anni, il 16 agosto, Robert Johnson muore.

Come il suo talento, anche la sua dipartita è avvolta nel mistero, dato che sul certificato di morte non è stata indicata nessuna causa specifica. La versione più accreditata è che sia stato ucciso dal gestore di un locale geloso per le attenzioni che il chitarrista rivolgeva alla moglie. Gli sarebbe stata passata una bottiglia di whiskey avvelenato e sarebbe morto dopo due giorni di agonia.

Anche sul luogo della sepoltura non esistono fonti ufficiali, infatti esistono tre pietre tombali a suo nome in tre diversi punti nel dintorni di Greenwood, la città del Mississippi in cui il musicista perse la vita.

Non sapremo mai quanto c’è di leggenda e quanto di realtà nella vita di Robert Johnson, ma è certo che con le sue doti ha rivoluzionato il blues e ha messo le fondamenta per lo sviluppo del genere rock.

 

 

 

 

 

 

 

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