ROCK LOOK STORIES: LO STILE PUNK

Questa settimana il nostro viaggio ci porta negli anni ’70, alla scoperta dello stile Punk e della sua evoluzione come fenomeno culturale e nel mondo della moda.

LE ORIGINI

Il genere Punk nacque verso la metà degli anni ’70 negli Stati Uniti.

Tra le prime band ad essere definite punk rock troviamo i Ramones, anche se già in precedenza alcuni gruppi come The Stooges, New York Dolls, Talking Heads e Television adottavano elementi musicali tipici di questo stile.

In un secondo momento la corrente Punk arrivò anche in Gran Bretagna, dove esplose con i Sex Pistols e i Clash.

L’ideologia del movimento si è suddivisa negli anni in diverse “classificazioni”, sia di stampo politico che apolitico. Esiste comunque un filone di pensiero che unisce tutte queste correnti, che è il rifiuto per qualsiasi forma di controllo, tra cui quello esercitato dai mass-media e dalle organizzazioni religiose.

L’INFLUENZA NELLA MODA

Il look Punk ne rispecchia l’ideologia e vuole essere provocatorio e fuori dagli schemi.

Si compone di vestiti strappati, capelli corti, spettinati e spesso colorati, indumenti sadomaso-fetish, giubbotti e pantaloni in pelle, catene, borchie, spille da balia, lucchetti usati come collane, collari borchiati, svastiche (al solo scopo di scandalizzare), lamette. L’importante è che il tutto sia appariscente e sfacciato.

Tra i negozi simbolo non si possono non citare il Seditionaries di Vivienne Westwood, il primo autentico negozio punk di Londra; il Kitsch-22, pionieri della T-shirt grafica come oggetto di moda; il Boy al numero civico 153 di King’s Road a Londra; il Poseur a Los Angeles; il Manic Panic di New York, famoso per l’omonima tinta semipermanente per capelli; il Trash and Vaudeville, frequentato abitualmente da Patti Smith, Iggy Pop, i Ramones e Blondie; il Revenge di New York.

Lo stile Punk, nel suo ideale, doveva caratterizzarsi come un rifiuto dei canoni della moda ma, dopo la prima sfilata a Londra nel 1981 della collezione Pirate di Vivienne Westwood, molti altri famosi stilisti iniziarono ad accingere a questo movimento per le loro collezioni, tralasciando spesso il suo valore simbolico.

IN ITALIA

Il movimento contava già i primi rari esponenti in Italia già dalla fine degli anni ’70, anche se emerse con maggiore evidenza nei primi anni ’80.

Il principale luogo di diffusione della prima scena Punk in Italia fu il centro sociale Virus di Milano, di cui potete leggerne la storia e l’atmosfera nel libro Costretti a sanguinare” di Marco “Philopat” Galliani.

Il genere si sviluppò seguendo due filoni diversi: sotto un profilo non ideologico nascevano band che facevano del divertimento la loro filosofia, come i Skiantos o i Tampax; dall’altro si sviluppava nella sua parte ideologica, anticommerciale e anticonformista, come i Bloody Riot o i Klaxon.

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